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Design oltre i limiti
Dall'invenzione della ruota in poi, l'uomo ha concentrato la sua creatività sulla produzione di strumenti per alleviare la fatica fisica nel proprio quotidiano.E poi ci sono uomini che si allenano una vita intera per correre 100 metri in qualche frazione di secondo in meno del proprio concorrente.

Paradossalmente, insieme al desiderio di ridurre al minimo le proprie fatiche, l'uomo ha nella sua natura la costante tensione verso il superamento dei limiti, verso la costruzione di record. Una sorta di antibiotico naturale contro la pigrizia.

Superare i limiti, per l'uomo, significa anche perfezionare costantemente il proprio operato, cercando di superare se stesso. E lo sport è l’ambito di pace nel quale maggiormente si manifesta questa attitudine.Lo sport, come il design, è certamente cultura di pace e rispetto: non supremazia su un nemico, ma confronto con se stessi prima che con un concorrente.

In un prodotto per lo sport, superare i limiti significa raggiungere prestazioni eccezionali, da impiegare in condizioni eccezionali. L'esperienza estrema delle competizioni ha portato però a realizzare prodotti e servizi, magari lontani dal campo d’azione per il quale erano state concepite, che hanno migliorato il nostro quotidiano.

Il design è protagonista di questa metodologia, per definizione disciplinare e per attitudine culturale e quindi è stato del tutto naturale definire nell’anno olimpico: Sport – Performance and Innovation,  quale tema della seconda edizione dell'ADI Compasso d’Oro International Award. Un premio a carattere tematico, che ha proprio l’obbiettivo di fornire una analisi approfondita del tema nei differenti ambiti applicativi.

Il patrocinio che il ministero degli Esteri e CONI hanno dato al nostro premio testimonia infine la consapevolezza da parte delle istituzioni di quanto il design possa essere leva strategica per uno sviluppo responsabile del nostro pianeta.

Luciano Galimberti, presidente ADI