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Gustavo Latis
E' scomparso il 1° agosto ad Albavilla (Como) Gustavo Latis, protagonista silenzioso e stimato della scena architettonica italiana e e dell'ambiente professionale milanese del secondo Novecento.

Nato nel 1920, iniziò la sua attività professionale come grafico, scenografo, progettista per le arti applicate. Rifugiatosi in Svizzera nel 1944 a causa delle persecuzioni razziali, vi conobbe Vico Magistretti, rifugiato politico, e pur non essendo ancora laureato, collaborò insieme con il fratello Vito con il Bureau Technique de la Reconstrution.
 
Solo nel 1945 potè iniziare a frequentare il Politecnico di Milano, laureandosi in architettura nel 1948 e lavorando nello studio del fratello. Dal 1946 aderì all’Associazione Libera Studenti Architetti (Alsa), un gruppo di  studenti, laureandi e neolaureati che comprendeva anche Angelo Mangiarotti, Alberto Rosselli, Paolo Tilche, e collaborò con Bruno Zevi, Gillo Dorfles, Giulia Veronesi.
 
Dal 1949, dopo la laurea, si dedicò all’edilizia popolare e privata, a quella industriale, all’urbanistica, all’arredamento e al settore dell'estetica per l'industria. Fu socio dell'ADI nei primi anni di vita dell'associazione e dal 1956 si associò con il fratello Vito nello Studio Latis Architetti, la cui attività andò dall’edilizia civile a quella industriale, all’urbanistica, all'architettura d'interni e al design.