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I numeri dei Saloni 2017
Si tirano le somme della 56a edizione dei Saloni. Hanno appena chiuso i battenti il Salone Internazionle del Mobile, il Salone internazionale del Complemento d'Arredo, Euroluce, Workplace 3.0, il Salone Satellite): in sei giorni sono stati registrati 343.602 visitatori provenienti da 165 paesi, e le due manifestazioni biennali dedicate alla luce e all'ufficio hanno registrato un incremento del 10 per cento rispetto all'ultima edizione del 2015.

Gli espositori nelle tre manifestazioni sono stati oltre 2.000, per il 34 per cento provenienti dall'estero. 650 sono stati i designer del Salone Satellite, con 16 scuole internazionali di design (fuori Salone la mostra a cura di Beppe Finessi sui vent'anni del Salone Satellite che prosegue Fabbrica del Vapore fino al 25 aprile.

Oltre 300.000 sono anche i visitatori stimati per il Fuori Salone.
 
Il successo di pubblico conferma di quella che, in occasione della sua visita inaugurale del 6 aprile, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito la "manifestazione non soltanto di un'attività espositiva, ma anche di una cultura di impresa, simbolo di un metodo di lavorare insieme e di un modo d'interpretare la manifattura moderna”.
 
Ampiamente confermata anche la funzione dinamica dei Saloni nei confronti della città: “A Milano" – prosegue", ha dichiarato il presidente del Salone Claudio Luti, "sono arrivati tantissimi ospiti che non necessariamente sono legati al design ma sono venuti qui per vivere l’emozione di questo Salone e della città stessa. Solo a Milano esiste il Salone del Mobile con le sue imprese industriali connesse con il sistema creativo ed editoriale in stretto collegamento con la città”.
 
Tanto che il Salone viene unanimemente considerato come un modello di interazione positiva con la città anche da altri settori della cultura, storicamente non sempre attenti al design e ai suoi prodotti: sul Corriere della Sera del 9 aprile Gian Arturo Ferrari, già direttore editoriale Rizzoli e Mondadori Libri ed ex presidente del Centro per il Libro e la Lettura del Ministero dei Beni Culturali, non nasconde un entusiasmo che va oltre i confini di settore: "Un duomo del design al cui confronto la molto celebrata sezione equivalente del MoMa di New York è una graziosa cappelletta votiva".