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“Investitori, non sponsor”
Con queste parole Carlo Guglielmi, presidente di Cosmit, ha definito la posizione dei promotori dei Saloni, la maggiore rassegna internazionale dei settori dell'arredamento e dell'illuminazione domestica che festeggia dal 12 al 17 aprile il suo cinquantenario.

Investitori e non sponsor significa che i produttori italiani dell'arredamento e l'illuminazione non si limitano a finanziare eventi culturali per i vantaggi di comunicazione che possono ricavarne, ma che si sentono a pieno titolo coinvolti nella cultura del paese, che non fatta solo di design ma anche di arte, di stile di vita, di passione sportiva, di economia e di politica.

Per questo alla presentazione delle manifestazioni che si è tenuta il 10 febbraio al Piccolo Teatro Studio di Milano accanto a Carlo Guglielmi e a Rosario Messina, presidente di Federlegno-Arredo e vicepresidente di Cosmit, c'erano due protagoniste della musica pop italiana – Ornella Vanoni e Irene Grandi –, due imprenditori italiani d'eccellenza – Matteo Marzotto, già presidente di Valentino e dell'Enit, e Oscar Farinetti, creatore e presidente di Eataly –, due sportivi – Arianna Errigo, una delle più promettenti giovani schermitrici italiane, e Alberto Tomba ex mito dello sci azzurro.

Sei personaggi che, opportunamente provocati dal moderatore Bruno Vespa, nel corso della presentazione dell'edizione del cinquantenario dei Saloni hanno tracciato un ritratto completo e accattivante dell'Italia di oggi e della sua immagine nel mondo, nonostante la situazione globale: un patrimonio complessivo di cui Cosmit e i Saloni si presentano come i promotori se non i capofila.

Un po' come se quella che all'epoca della nascita del Salone Internazionale del Mobile era la Milano della società letteraria trovasse oggi una nuova incarnazione intorno al design (e al Cosmit). Il legame ideale con questo mondo delle mitiche origini del design è rappresentato simbolicamente dallo spettacolo Mani grandi, senza fine, costruito sulla nascita e l'ascesa del design a Milano da Laura Curino, in scena al Piccolo Teatro (olimpo della storia culturale milanese) il'11 e il 12 febbraio.

Al centro c'è la Milano di Castiglioni, Magistretti, Menghi, Sottsass, Viganò, Zanuso e degli imprenditori che con loro hanno creato il design milanese e poi italiano: un modello per la Milano di oggi che tuttavia proprio nell'economia e nella politica ha i suoi punti più deboli. Occorre soprattutto fare sistema e, oltre che chiedere, essere disposti a dare qualcosa, ha detto Guglielmi con esplicito riferimento alle associazioni cittadine degli albergatori e dei commercianti, che considerano la settimana dei Saloni solo un'occasione di accrescere i profitti senza varare iniziative specifiche di tipo nuovo, che faciitino l'accesso alla città.

Confermato infine il ricco programma di eventi: mostre, convegni, manifestazioni pubbliche, tra cui spiccano la nuova edizione annuale del Triennale Design Museum, Le fabbriche dei sogni, affidata a Cosmit e di cui si occuperà Alberto Alessi, la mostra Principia: stanze e sostanze delle arti prossime di Denis Santachiara in Piazza del Duomo, il Bosco virtuale di piazza San Fedele e una mostra dedicata al graphic design: La mano del grafico, a Villa Necchi Campiglio, a cura del FAI Fondo per l'Ambiente Italiano.

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