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Disegni, pagine di grafica editoriale e manifesti di Klimt, Koloman Moser, Kurzweil, Andri, Roller, Hodler e altri protagonisti della secessione viennese (alcuni rari disegni provengono da una collezione newyorchese) intorno a una curiosa citazione: una versione parziale, realizzata da Maria Porro e da altre quattro esperte scenografe, di una parte del celebre “Fregio di Beethoven” di Klimt.

Il Beethovenfries di Vienna: un particolare della copia parziale realizzata per la mostra milanese su Klimt.
Un'opera collettiva per eccellenza, polimaterica, decorativa, che costituisce a tutti gli effetti un prototipo del modo di lavorare nella comunicazione visiva che sarebbe diventato nel Novecento sempre più diffuso e che oggi è la regola. Un lavoro a più mani, con competenze diverse, con materiali diversi e “tattili” all'unico fine di ottenere il massimo dell'espressività.
La mostra è a cura di Annette Vogel (disegni) e di Lorenza Tonani (per la sezione sulla grafica della Wiener Sezession).
Kustav Klimt
Disegni intorno al fregio di Beethoven
4 febbraio – 6 maggio
Spazio Oberdan, v.le Vittorio Veneto 2, Milano
In alto: particolare di un'illustrazione di Koloman Moser, da “Ver sacrum”, n. 1, a. 1898, p. 11 (Università degli Studi di Milano, Centro Apice Archivi della Parola, dell'Immagine e della Comunicazione Editoriale)
