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Giurì del design
Istituito nel 1992 su iniziativa di ADI e di Confindustria, si propone di garantire, sulla base di un Codice di autodisciplina, che le creazioni di disegno industriale siano realizzate con prestazioni originali, senza imitazioni o comportamenti sleali.
È composto da:
• due produttori e un progettista di disegno industriale nominati da Confindustria
• due progettisti e un rappresentante dei produttori scelti da ADI
• tre giuristi effettivi e un giurista supplente
• un esperto di problemi di mercato
• un esperto di problemi dei consumatori
Tutela:
• il diritto dell'utente a non essere tratto in inganno da comportamenti e proposte imitative• il diritto dell'impresa produttrice alla salvaguardia del valore dei suoi originali investimenti in progettazione e sviluppo
• il diritto del progettista alla protezione dell'unicità dell'apporto professionale
COME UTILIZZARE IL GIURI' DEL DESIGN
L'intervento del Giurì può essere richiesto anche da chi non è socio dell'ADI, progettista oppure impresa, inviando via e-mail alla segreteria del Giurì una richiesta formale con le informazioni generali sul caso in questione.
Dopo aver preso accordi con la segreteria occorre:
1. Prendere visione del Regolamento
2. Prendere visione del Codice di autodisciplina del design
3. Scaricare, compilare e inviare il modulo di adesione firmato via fax al n. 02.33100878 o via e-mail alla segreteria del Giurì.
I costi da sostenere per un giudizio del Giurì sono:
Imprese non socie ADI € 3.000,00
Imprese socie ADI € 1.500,00
Progettisti non soci ADI € 1.000,00
Progettisti soci ADI € 500,00
I SETTE VALORI AGGIUNTI DEL GIURI' DEL DESIGN
1. Il Giurì può accettare o rifiutare di esaminare un caso: la stessa accettazione certifica la serietà di una contestazione.
2. L'esame della sleale appropriazione di un'opera altrui viene compiuto da un gruppo di esperti, portatori di diversi punti di vista, e garantisce una valutazione organica e multidisciplinare.
3. I tempi e i costi sono assai minori di quelli di un normale ricorso in tribunale.
4. Un tribunale può trovarsi relativamente a suo agio nel caso di una pedissequa e servile imitazione che violi un modello ornamentale in vigore; incontra invece assai maggiori difficoltà di intervento nel caso di prodotti palesemente derivati o ispirati.
5. La decisione del Giurì, proprio perché autorevolmente espressa da addetti ai lavori, e anche nel caso in cui il convenuto decida di non accettarla, ha forte effiacia persuasiva e assume un valore sanzionatorio nei diversi soggetti del segmento di mercato cui il prodotto è indirizzato.
6. La decisione del Giurì assume un valore pro veritate da offrire eventualmente al giudice ordinario (Tribunale o Pretura).
7. Infine il Giurì non ha limitazioni geografiche di competenza e può esprimersi anche nei confronti di aziende non italiane.
