Giurì del design

Istituito nel 1992 su iniziativa di ADI e di Confindustria, si propone di garantire, sulla base di un Codice di autodisciplina, che le creazioni di disegno industriale siano realizzate con prestazioni originali, senza imitazioni o comportamenti sleali.


È composto da:
  • due produttori e un progettista di disegno industriale nominati da Confindustria
  • due progettisti e un rappresentante dei produttori scelti da ADI
  • tre giuristi effettivi e un giurista supplente
  • un esperto di problemi di mercato
  • un esperto di problemi dei consumatori
Ne fanno parte attualmente
  • Lorenzo Biglia, giurista, presidente
  • Mariella Balbis, giurista
  • Franco Caimi, imprenditore (Assolombarda)
  • Mathias Deichmann, esperto di problemi dei consumatori
  • Carlo Forcolini, imprenditore (ADI)
  • Vincenzo Franceschelli, giurista
  • Mario Franzosi, giurista
  • Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano
  • Claudio Luti, imprenditore (Assolombarda)
  • Antonio Macchi Cassia, designer (ADI)
  • Marc Sadler, designer (Assolombarda)
  • Francesco Trabucco, designer (ADI)

Il Giurì tutela

  • il diritto dell'utente a non essere tratto in inganno da comportamenti e proposte imitative
  • il diritto dell'impresa produttrice alla salvaguardia del valore dei suoi originali investimenti in progettazione e sviluppo
  • il diritto del progettista alla protezione dell'unicità  dell'apporto professionale
 

COME UTILIZZARE IL GIURÌ DEL DESIGN

L'intervento del Giurì può essere richiesto anche da chi non è socio dell'ADI, progettista oppure impresa, inviando via e-mail alla segreteria del Giurì una richiesta formale con le informazioni generali sul caso in questione.

Dopo aver preso accordi con la segreteria occorre:

1. Prendere visione del Regolamento
2. Prendere visione del Codice di autodisciplina del design
3. Scaricare, compilare e inviare il modulo di istanza, firmato, via e-mail alla segreteria del Giurì.

I costi da sostenere per un giudizio del Giurì sono, per la parte istante:
 
Imprese non socie ADI €. 3.000,00 + IVA 22% = 3.660,00
Imprese socie ADI €. 1.500,00 + IVA 22% = 1.830,00
Progettisti non soci ADI €. 1.000,00 + IVA 22% = 1.220,00
Progettisti soci ADI €. 500,00 + IVA 22% = 610,00

Per la parte resistente i costi sono ridotti del 50%.

Il pagamento può essere effettuato:

  • spedendo per posta un assegno bancario o circolare intestato a ADIper srl a: ADIper srl, via Bramante 29, 20154 Milano
  • con un bonifico bancario sul conto corrente intestato a ADIper srl presso:
    INTESA SANPAOLO
    IBAN:  IT66 W 03069 09606 1000 0016 6898
    BIC SWIFT: BCITITMM
  • con un vaglia postale intestato a ADIper srl, via Bramante 29, 20154 Milano
  • con una carta POS (Bancomat) o una carta di credito, direttamente presso la sede ADI di Milano.
 

I SETTE VALORI AGGIUNTI DEL GIURI' DEL DESIGN

1. Il Giurì può accettare o rifiutare di esaminare un caso: la stessa accettazione certifica la serietà  di una contestazione.
2. L'esame della sleale appropriazione di un'opera altrui viene compiuto da un gruppo di esperti, portatori di diversi punti di vista, e garantisce una valutazione organica e multidisciplinare.
3. I tempi e i costi sono assai minori di quelli di un normale ricorso in tribunale.
4. Un tribunale può trovarsi relativamente a suo agio nel caso di una pedissequa e servile imitazione che violi un modello ornamentale in vigore; incontra invece assai maggiori difficoltà  di intervento nel caso di prodotti palesemente derivati o ispirati.
5. La decisione del Giurì, proprio perché autorevolmente espressa da addetti ai lavori, e anche nel caso in cui il convenuto decida di non accettarla, ha forte effiacia persuasiva e assume un valore sanzionatorio nei diversi soggetti del segmento di mercato cui il prodotto è indirizzato.
6. La decisione del Giurì assume un valore pro veritate da offrire eventualmente al giudice ordinario (Tribunale o Pretura).
7. Infine il Giurì non ha limitazioni geografiche di competenza e può esprimersi anche nei confronti di aziende non italiane.